«Ci deve essere chi racconta e chi pubblica per far “esistere” agli occhi del mondo anche le storie più drammatiche».

Originario di Roccasecca, una cittadina del Lazio in provincia di Frosinone, Giulio Di Sturco è un fotografo professionista che vive tra Londra e Bangkok e l’Ambassador Canon che presentiamo oggi.

Dopo aver frequentato il corso di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Roma, Giulio fa le sue prime esperienze in Canada, collaborando con l’agenzia Grazia Neri, ed entra poi nel programma Mentor dell’agenzia statunitense Seven (VII Photo Agency).
A soli 29 anni, si aggiudica numerosi prestigiosi premi del panorama internazionale: il World Press Photo 09, nella categoria scatti singoli Arts & Entertainment, il Sony World Photography Awards 2009, primo premio nella categoria Contemporary Issues e il premio del British Journal of Photography.

Con oltre 15 anni di esperienze lavorative internazionali nella professione, Giulio Di Sturco è oggi maggiormente impegnato nei continenti asiatico e africano e continua a sfidare i confini della fotografia documentaristica, perfezionando la sua estetica e espandendo il proprio vocabolario visuale attraverso nuovi e vecchi mezzi di comunicazione.
Molti dei suoi lavori toccano importanti tematiche sociali, mettendo in luce soprattutto le difficoltà incontrate dall’essere umano di fronte alle grandi trasformazioni tecnologiche e ambientali che stiamo vivendo.

Cosa rappresenta per te la fotografia?

Per me la fotografia rappresenta un modo per rendere visibile l’invisibile, per rivelare i cambiamenti sociali e ambientali in corso. La fotografia è in grado di creare una narrazione visuale che, attraverso un’atmosfera o uno spazio vuoto, rende possibile al fotografo di mostrare qualcosa di sconosciuto e invisibile. Questo esorta l’osservatore a pensare e porsi delle domande sulle questioni che emergono dalle immagini.

Cosa significa per te essere un Canon Ambassador?

Essere un Canon Ambassador offre a me e al mio lavoro una grande visibilità e mi fornisce un equipaggiamento e gli aiuti per me indispensabili per continuare a sfidare i territori della fotografia documentaristica.

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