Si può catturare qualcosa di effimero e aleatorio come la libertà, un concetto immateriale, impalpabile eppure tangibile? Per farlo servirebbe uno strumento “umano” come l’occhio o uno dispositivo capace di avere la stessa straordinaria versatilità. Qualcosa del genere esiste e si chiama Cinema EOS.

I videoclip musicali rappresentano un grande asset di comunicazione e promozione per cantanti e band, ma coniugare la musica e le immagini non è facile e richiede perizia e una grande lavoro creativo. La clip del nuovo singolo di Jovanotti, Viva la libertà, tratto dall’album “Oh, Vita!”, conferma questo assioma ed ha il potere di elevare la musica ai suoi livelli più alti, attribuendo emozioni, persone e colori alle parole.
Per raggiungere questo perfect match, gli autori del video hanno lavorato su un’idea apparentemente semplice, ma tecnicamente non banale: riprendere il cantante (Jovanotti) durante una performance live.

Leandro Manuel Emede, regista ed editor del videoclip, racconta:

Abbiamo pensato a lungo come poteva essere questo video, alla fine l’idea di poter cogliere tutto quello che succedeva all’interno del palazzetto, durante il concerto, quando lui veramente cantava quella canzone, era la più bella. Perché quello che succede davvero durante il concerto, con tutte le luci accese è qualcosa di magico e la canzone parla di qualcosa di magico, che è la libertà,

LA SFIDA TECNICA

Girare in pochissimi minuti tantissime scene, dislocate in vari punti, cogliendo anche minimi dettagli, con una estrema risoluzione e in condizioni di luce estremamente diversificate.

LA SOLUZIONE

Per girare il video sono state utilizzate tre videocamere Canon EOS C200 e un ampio numero di ottiche Canon, potendo mixare quelle fotografiche con quelle cinematografiche, sfruttando il sistema di autofocus, la stabilizzazione e gestendo in modo ottimale tutto il workflow.
EOS C200 ha rappresentato la scelta ideale per il suo giusto equilibrio tra compattezza e versatilità, caratteristica che ha permesso agli operatori di potersi muovere tra la folla, avvicinandosi alle persone in modo semplice ed agevole e, allo stesso tempo, gestire al meglio le diverse condizioni di luce.

Come spiega il Camera Specialist Riccardo Andreaus:

Perché C200? Perché era l’unica camera con queste dimensioni che ci permetteva di girare un RAW interno, su scheda e senza bisogno di registratori esterni e soprattutto la versatilità della scelta delle ISO. Parterre 800 ISO, tribune 2000/2500, siamo anche arrivati a 3200/4000 a seconda della situazione.

A queste caratteristiche va aggiunta la possibilità di utilizzare l’ampio parco ottiche offerto dal sistema EF di Canon; nel caso di questo video la scelta è ricaduta principalmente su obiettivi fotografici, più compatti e facili da usare in condizioni di movimento limitate.
Ancora Riccardo Andreaus ci racconta:

Il 35 f/2 stabilizzato, compattissimo, anche se non è un Serie L, ma è super inciso, ha un bellissimo fuori fuoco, si è rivelato in moltissime situazioni la scelta perfetta abbinata a una camera così compatta.

A supportare sia il regista che gli operatori durante le riprese è stato il Dual Pixel Focus Guide, l’esclusiva tecnologia sviluppata da Canon, che sfrutta il sistema di messa a fuoco automatica Dual Pixel CMOS AF a rilevamento di fase basato sul sensore, per assicurare una messa a fuoco precisa anche quando in modalità manuale.

La versatilità del formato Cinema RAW Light è stato infine un punto fondamentale anche nella gestione del workflow, curato da Paolo Baccolo:

Lavorare in formato RAW è stata l’unica scelta percorribile per poter portare a casa il risultato, per avere tutte le camere bilanciate in maniera veramente uniforme.

Il risultato finale del lavoro svolto dal regista Leandro Emede e il suo team è la riprova che Canon EOS C200 rappresenta uno strumento estremamente versatile, adattandosi a contesti d’utilizzo eterogenei, assicurando una sorprendente qualità d’immagine e un pieno controllo del processo creativo, sia in fase di ripresa, sia di postproduzione.

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